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Ricostruzione attività produttive

Se ne parla sempre, in continuazone: "l'economia sarà la prima a ripartire", "le attività produttive avranno la precedenza" e via di seguito.
Potrei iniziare dicendo che, questa tanto sbandierata priorità che viene data alle attività produttive, è talmente urgente da dare alla luce un'ordinanza in merito, addirittura il 9 gennaio 2017 (vi ricordo che il primo sisma c'è stato il 24 agosto 2016), cinque mesi dopo...e senza essere ancora riusciti a dare un riparo decente a buona parte dei lavoratori di questo territorio, che, non mi stancherò mai di ricordare, è prevalentemente agricolo, quindi niente riparo decente agli allevatori e niente riparo agli animali...

Chi si sgola a dire che siamo cocciuti a voler rimanere qui, forse non ha chiaro che si può permettere di fare pranzo e cena tutti i giorni, perchè c'è qualche scemo come noi che presidia un territorio, amandolo, conservandolo e producendo quei prodotti che poi finiscono sulle tavole anche di chi, da solo, non se li potrebbe produrre.

Detto questo vorrei tornare alla questione dell'ordinanza per la ricostruzione delle attività produttive,
se vi interessa la potete trovare QUI , io non sono una tecnica, non è il mio lavoro scrivere ed interpretare ordinanze, ma l'abbiamo fatta leggere a ingegneri ed architetti di fiducia e tutti hanno dato la stessa risposta: fatti i dovuti calcoli il contributo per la ricostruzione (quello famoso del "finanzieremo il 100%") è pari ad un massimo di circa 600 €/mq, gli stessi ingegneri ed architetti mi informano che una costruzione antisismica costa all'incirca il doppio (euro più, euro meno)...

Che dire...? Si parla di finanziare la ricostruzione, si parla di ricostruire in maniera antisismica...e ci mancherebbe altro! Aggiungo io.
Ma poi la realtà dei fatti è questa e non tutti disponiamo delle risorse economiche per poter affrontare la ricostruzione da soli.

E la soluzione quale sarebbe secondo lo Stato italiano? Ricostruire senza badare all'antisismica? Fare le cose antisismiche per finta? Qualcuno me lo dovrà spiegare, perchè chi in questo territorio ci lavora davvero ed il terremoto lo vive sulla propria pelle (così come la neve, la fatica ed i disagi di vivere lontano da molte comodità), ha il diritto di poterci stare in modo sicuro e senza esserepreso per i fondelli.

Aggiungo che, se tra chi legge c'è qualcuno che ha un'interpretazione diversa dell'ordinanza, sarei felicissima di conoscerla (magari mi potrei sentire più speranzosa).

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