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Di resurrezioni e foglie di fico

In questi giorni mi è capitato di confrontarmi con persone che non conosco a proposito di Risorgimarche, si parte sempre dal fatto che se critichi  "allora non ti va bene niente!" "ma non si può vedere sempre e solo il negativo" "ma se la metti così allora nessuno deovrebbe fare più niente".
NO!
Non mi stancherò mai di dire che se una persona si preoccupa, se coglie ANCHE il lato negativo di una faccenda, non vuol dire che tutta la faccenda faccia schifo.
Se mi faccio delle domande che vanno più in là del qui e ora, non vuol dire che io sia disfattista, se mi chiedo cosa realmente porterà questa iniziativa alle persone terremotate, non vuol dire che io stia pensando ad un guadagno in termini economici.

Vediamo di capirci: io sono certa della buona fede di chi ha ideato la manifestazione e della buona fede degli artisti che stanno partecipando, sono certa anche della buona fede del pubblico che a quanto pare partecipa entusiasta.

E no! NON sto dicendo che allora quelli in buona fede sono tutti stupidi!

E NON sto manco dicendo che hanno diritto di parola solo le persone che vivono nel cratere!

(che poi a me pare di parlare italiano ed in modo civile, ma questi appena li contraddici si sentono insultati con le peggio nefandezze...)

Quello che invece STO dicendo, è che trovo inaccettabile come la Regione Marche usi questa iniziativa (non sua tra l'altro) come bellissima, grandissima, foglia di fico per tentare di nascondere tutte le sue inefficienze, i ritardi, il totale disinteresse per un intero territorio.

"Si ma migliaia di persone hanno potuto conoscere i Sibillini"
Sì! E adesso voglio vedere cosa verranno a fare in questi "luoghi incantati" quando saranno anche luoghi abbandonati, quando la gente che non ha troppi motivi per resistere se ne sarà andata, verranno a fare un bel safari, a guardare le macerie "oh guarda...là ci passava una strada" "ma pensa...chissà come facevano ad avere internet anche quassù..."

Io sono ottimista e voglio essere ottimista! Vedo che tante persone che prima non erano (almeno apparentemente) troppo legate al territorio, dopo il terremoto hanno avuto una "botta d'orgoglio", spero che prevalga la voglia di ricostruire e non solo in senso materiale.
Ma so anche che se non ci sarà una pianificazione intelligente, una gestione intelligente il rischio è grosso, credo sia un momento delicatissimo per queste zone, che lo spopolamento lo conoscono da decenni. Tutto dipende da come ce la giochiamo. Ma quelli che hanno la palla quasi sempre, non se la stanno giocando troppo bene.

Oggi fa troppo caldo e non ho voglia di addentrarmi nella questione coinvolgimento aziende locali a Risorgimarche, per cui la chiudo qui...più o meno.

Credo che il "vogliamoci tutti bene perchè è un momento difficile" non serva a nulla, un conto è collaborare, cooperare, un altro far finta di non vedere quello che non funziona.

Un paio di link per riflettere:
Terre in Moto
L'ape ronza


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